
Torino, multe come un gioco dell’oca: la burocrazia annulla lo sconto
di CARLOTTA ROCCI fonte torino.repubblica.it
Prendere una multa non è divertente, ma il vero incubo è riuscire a pagarla senza rimanere impigliato troppo a lungo nel sistema pensato per ritirare la sanzione. Il rischio è di perdere il beneficio di pagare la sanzione scontata del 30 per cento purché lo si faccia entro 5 giorni.I verbali lasciati sui parabrezza delle macchine sono sempre meno, ora che la tecnologia ha dotato i vigili di macchine con telecamere, ma – precisano dal comando di via Bologna – lasciare l’avviso sotto il tergicristallo non è obbligatorio. E in ogni caso quell’avviso vale tanto quanto la notifica che si ritira da uno dei tabaccai convenzionati con Defendini, la società di via Bava che dal 1998 ha la concessione per la notifica delle multe e notifica circa 270mila atti all’anno. La cartolina azzurra che il messo notificatore lascia nella buca delle lettere quando non trova il destinatario in casa, o quando il malcapitato non scende abbastanza in fretta, è come il primo indizio di una caccia al tesoro. «Io ero in casa e sono scesa a ritirare la notifica ma il messo mi ha comunque consegnato solo l’avviso e non la lettera verde con la multa – racconta Nicoletta, che vive in via Monginevro – Lui si è fatto lasciare il mio numero di cellulare e ha promesso di tornare un altro giorno».
«Non abbiamo nessun interesse a non consegnare gli atti – precisa Alessandro Bacci, amministratore delegato di Defendini – Per noi la mancata consegna comporta un lavoro maggiore, senza contare che i nostri messi rispondono a un codice etico. Capita che se i nostri dipendenti non trovano nessuno, ripassino una seconda volta». Da via Bava partono ogni giorno circa 800 multe da consegnare.
In via Monginevro, dove la situazione dei parcheggi non è delle più rosee, le multe fioccano insieme ai tagliandi. Nicola Savino è uno dei recordman della via: «Destreggiarsi è un vero rebus – dice – L’avviso arriva a casa, poi devi andare a ritirare l’atto negli uffici di via Giannone e devi sperare che ci sia poca gente altrimenti devi tornare più volte. Così scadono i cinque giorni per pagare con lo sconto. Io non ne ho mai usufruito», dice mostrando un blocchetto di numeri d’attesa collezionati negli ultimi sei mesi nell’ufficio per il ritiro degli atti giudiziari in via Giannone 5, dove gli sportelli sono cinque ma, alle 9 del mattino, solo uno è operativo. Tra le multe ce n’è una che è lievitata fino a superare i 600 euro. «Basterebbe procedere alle notifiche con una mail certificata per chi ce l’ha. Ora valuteremo i termini di possibili ricorsi», commenta Christian Fragalà, legale a cui si sono rivolti alcuni commercianti. L’ipotesi è una class action tra i commercianti.
Il cittadino, come una pedina sul tabellone del gioco dell’oca, fa due passi avanti e uno indietro. L’avviso lasciato da Defendini indica di passare negli uffici di via Giannone, ma solo a partire da tre giorni dopo la data riportata sul tagliando a partire da tre giorni dopo la notifica. Nel frattempo il multato assente al passaggio del messo riceve anche una raccomandata che parte 24 ore dopo il tagliandino. E se il malcapitato manca anche quella consegna, come è probabile per chi ha un negozio o un qualsiasi lavoro, viene invitato ad andare dal tabaccaio più vicino. Anche questa busta però non contiene però la multa, ma l’ avviso di presentarsi in via Giannone. «Infatti lei la raccomandata può anche non ritirarla, serve solo ad indicare la data di notifica. Dopo 10 giorni, se non la ritira, figura come se le avessimo notificato la sanzione», confida la dipendente dello sportello degli uffici. Quella data serve a conteggiare i tempi per il pagamento con la riduzione del 30 per cento.
Ci sono giorni in cui la consegna dei numeri in sala d’attesa viene sospesa prima del tempo, come recita un cartello sulle scale. Il numero delle persone in coda forse sarebbe più basso se qualcuno non facesse il giro due volte: «Ho pagato la multa subito ma poi mi è arrivata la raccomandata e sono tornato qui – commenta Massimiliano, barista – Ho scoperto che l’avviso era per la multa che avevo già pagato». Di giri a vuoto simili ce ne sono tanti in sala.